ARTICOLO: ‘Capoeira Inclusiva: L'arte che unisce corpo, spirito e comunità’.
- isabella de franceschi
- 1 set
- Tempo di lettura: 2 min

La capoeira è molto più di una semplice arte marziale. È una danza, un gioco, una forma di espressione culturale nata tra gli schiavi africani in Brasile, che oggi rappresenta un potente strumento di inclusione sociale. In un mondo in cui l'accessibilità e l'inclusione sono temi sempre più centrali, la capoeira si sta rivelando una disciplina straordinariamente adattabile a ogni corpo, età e condizione.Si apre a tutti, indipendentemente da abilità fisiche, capacità cognitive, età o background culturale. Adattando i movimenti, i tempi e gli spazi, questa disciplina permette a persone con disabilità motorie, sensoriali o intellettive di partecipare attivamente al "gioco" della capoeira.Ma non si tratta solo di adattabilità fisica. La capoeira inclusiva è un approccio che promuove il rispetto reciproco, l’empatia e la valorizzazione delle differenze. È un modo per superare barriere visibili e invisibili, si mette in pratica ciò che si impara ,nella "Roda"(rituale di combattimento e gioco) che accoglie e valorizza ogni partecipante.Uno degli aspetti più inclusivi della capoeira è la musica. Strumenti come il berimbau, l'atabaque e il pandeiro creano un ritmo ipnotico che guida il movimento e coinvolge tutti. Anche chi non può eseguire i movimenti più dinamici può partecipare suonando, cantando o mantenendo il ritmo con le mani o con piccoli strumenti adattati. La musica nella capoeira non è solo accompagnamento: è dialogo, comunicazione e partecipazione. Ogni persona, a modo suo, contribuisce all’energia del gruppo. Adattamenti e creatività.La capoeira inclusiva richiede creatività. Gli insegnanti sviluppano strategie specifiche per adattare i movimenti, utilizzano supporti, stimoli visivi, gestuali o tattili per comunicare, e creano sequenze su misura per ogni partecipante. Questo processo non limita la capoeira, ma la arricchisce: ogni nuovo corpo che entra nella roda porta con sé una nuova possibilità espressiva. Ad esempio, una persona in sedia a rotelle può utilizzare le braccia per “dialogare” con il partner, creando una sequenza ritmica e fluida. Una persona cieca può seguire il ritmo del tamburo o la voce del compagno per orientarsi nel movimento. I progetti di capoeira inclusiva stanno nascendo in tutto il mondo, spesso in contesti scolastici, terapeutici o di comunità. In Brasile, molti gruppi lavorano nei quartieri più svantaggiati, usando la capoeira come strumento educativo. In Europa e in Italia, scuole e associazioni stanno scoprendo il potenziale di questa pratica per promuovere l’integrazione, l’autonomia e la fiducia in sé stessi.Per le persone con disabilità, la capoeira può rappresentare una svolta: non solo un’attività fisica, ma un’esperienza che rafforza l’identità, migliora la comunicazione e costruisce relazioni. Per tutti gli altri, è un’occasione per mettersi in discussione, imparare a vedere le differenze non come ostacoli, ma come risorse.La Capoeira è l’esempio vivente che l’arte, quando è autentica, non esclude ma unisce.In una società che punta all’inclusione reale, esperienze come questa ci mostrano che un altro modo di stare insieme è possibile. Ed è anche profondamente bello.
Articolo di Angela Giacobazzi:
Maestra di Capoeira inclusiva, Assistente AEC,
Referente laboratorio capoeira inclusiva per Associazione Benessere Autismo.



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